
- Hai preso il biglietto per il concerto di Guccini a Roma, Cleide?
- No, Capitano, erano già esauriti e dire che avevo un volo da Alghero per soli venti euro. Che sfortuna, ci tenevo molto a vedere Guccini.
- Non c’è nessun problema, se lui non viene da noi andremo noi da lui.
- Che intendi dire?
- Scusa, non hai detto di sapere dove abita il cantautore modenese? Non era uno di quei paesini emiliani dove la gente si ritrova nelle osterie a giocare a tressette col morto? Non hai detto che se bussi alla porta di Guccini, lui ti apre e ti invita pure a entrare a casa sua?
- Vorresti bussare alla porta di Francesco? Tu sei pazzo non ne avrò mai il coraggio!
- Lo faccio io per te. Perché non dovrebbe essere ospitale con due suoi fan come noi?
- Che diavolo dici? Io sono una sua fan, tu di Guccini conosci solo qualche canzoncina di terza mano captata qui e la.
- Non stare a sottilizzare. Sul cantautore modenese tu ne sai a sufficienza per tutti e due. Allora ci stai? Andiamo lì, lo conquistiamo con la nostra parlantina e ci facciamo suonare pure qualche pezzo da Cyrano o da Don Chisciotte.
- Sì, e magari tu gli fai gli sciummpa-pah di sottofondo agitando il culetto! Che ti salta in mente? Noi siamo le persone meno dotate di parlantina sulla faccia della terra. E tu hai la chiacchiera libera solo quando inveisci contro qualcuno o qualcosa. Vuoi andare a casa di Guccini a imprecare contro le raccomandazioni alla Rai o contro la stupidaggine dei film che ti scarichi da internet? Magari lo convincerai a cantarti “L’avvelenata” prima di farti spaccare la chitarra in testa.
- Sei sempre così negativa. Sono sicuro che ci farà entrare a casa e ascolterà ciò che abbiamo da dirgli. Parli tu che sei più simpatica e poi ti sei pure sciroppata tutti i suoi romanzi e i suoi saggi di dialettologia emiliana o quello che erano. Poi intervengo io con la mia canzone. Magari lo convinco pure a cantarla e portarla al successo.
- E questa da dove è uscita fuori? Tu non hai nessuna canzone da proporre a chicchessia. Anzi tu non sai suonare nemmeno le pentole antiaderenti o la caffettiera Bialetti da sei tazze.
- Come ti sbagli! La canzone ce l’ho. Si chiama “Amore in caduta libera” e l’ho scritta per quella tizia di Tiscali.
- Quella pazza che giurava di conoscere un direttore d’orchestra che aveva suonato per papa Wojtila ed era follemente innamorato di lei? Questa sì che è una referenza coi fiocchi.
- Forza, andiamo da Guccini, tu gli parli del più e del meno, gli citi qualche suo verso facendo gli occhioni sognanti, gli dici che è un genio e fai quasi la faccia delle ragazzine che svenivano ai concerti dei Beatles e poi intervengo io con la mia canzone.
- Posso fare Oh yeeeaaahhhh in chiusura con una smorfia sarcastica del viso?
- Certo, fa oh yeaaahh, fa oh bleeeaaahhh, fa oh meee-aaaahhhh e andiamo a bussare alla porta di Guccini.